Il Corriere della sera dice che GTA V allena alla violenza

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Il Corriere della Sera si scaglia contro GTA V

La pediatra Sabrina Salvadori ha scritto un articolo per la 27esima ora, blog del Corriere della Sera. Nel citato articolo la pediatra definisce il titolo di Rockstar Games, GTA V, “un’arma letalee non contenta uno “schifo” il guadagno ottenuto (legittimamente!) da Rockstar per la vendita del gioco.

Analizzando l’articolo della Salvadori non solo notiamo che la dottoressa ha addirittura preordinato il gioco (!!!) senza sapere assolutamente nulla del prodotto che stava per comprare al figlio, ma ha ignorato totalmente le indicazioni PEGI riportate sul fronte della confezione.

Cito testualmente “le classificazioni PEGI sono riportate sul fronte e sul retro delle confezioni e indicano una delle seguenti età: 3, 7, 12, 16 e 18. Esse rappresentano un’indicazione affidabile sull’adeguatezza del contenuto del gioco in termini di protezione dei minori.

L’articolo è stato presentato in maniera aggressiva, svilendo e insultando pesantemente il lavoro di centinaia di sviluppatori. Non è il primo e non sarà l’ultimo, conoscendo le gravi lacune che colpiscono la stampa italiana non di settore. Già Giulietto Chiesa aveva “denunciato” GTA V sulle pagine del Globalist.

Ma è interessante notare che l’autrice ha ignorato totalmente le più basilari nozioni che qualunque genitore dovrebbe seguire quando si approccia a regalare un qualsiasi prodotto a suo figlio, specie se di tenera età.

Comprerebbe a suo figlio un film horror? Una lettura erotica? Una possente arma da taglio? Io non credo.

Eppure è impossibile non notare con quanto accanimento e quanta foga la stampa italiana si “accorga” di taluni videogiochi e decida di strumentalizzarli con campagne denigratorie, senza considerare quello che in realtà sono: prodotti di intrattenimento per adulti.

La dottoressa è purtroppo “inciampata” nel più classico dei casi italiani: l’imitazione causa moda; il “ce l’hanno tutti” che ha vinto sopra il buon senso, facendo correre la Salvadori a preordinare un gioco per adulti andato esaurito senza sapere nulla dello stesso.

Oramai è facile, a posteriori, puntare il dito sul produttore piuttosto che osservare con quanta pochezza e superficialità ci si è approcciati ad un acquisto importante quanto un titolo videoludico nel quale il proprio figlio passerà decine di ore.

Ancor più svilente è la frase della dottoressa, che cito testualmente, “ho manifestato questa preoccupazione alla mia carissima amica Ilaria Capua, Deputato alla Camera.” che ci fa capire quanto la superficialità in un acquisto possa andare a inficiare e danneggiare il nostro mondo. Dico “nostro” non a caso, poiché il gaming non è argomento conosciuto (e si vede) né dalla dottoressa Salvadori né dall’onorevole Capua, dato che quest’ultima vuole affrettarsi a “cambiare le cose“.

E come cambieranno le cose? La censura è un’ottimo deterrente? Sarà OK portare al cinema il proprio figlio undicenne a vedere l’ultimo film dei Mercenari e vietare la vendita di titoli come GTA V?

L’Italia del buonismo potrebbe danneggiare il nostro mondo.

Se volete dire la vostra, vi consiglio di rispondere direttamente all’articolo della ventisettesima ora.

Nel frattempo, il blog augura buon natale a tutti i suoi lettori, con un artwork di -indovinate un po’- GTA V.

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Un grazie a vg247 per aver segnalato la notizia.

About Amedeo Davit

Appassionato di gaming dalla tenera età, ha fatto dei videogiochi la sua passione preferita insieme alle arti marziali e alla scrittura. Scopri di più sulla pagina staff.

2 comments

  • MarkRaid
    dic 22, 2014 @ 19:02 pm

    Questo articolo non può che suscitare in me una grande e rumorosa risata, dopo che ovviamente lei è andata a comprare il gioco senza ovviamente neanche informarsi del contenuto, e dopo ovviamente come specificato sopra, ha ignorato bellamente le normative pegi ha ancora il coraggio di scagliarsi contro un gioco?
    E’ proprio vero che la gente prima fa le proprie azioni e poi ci pensa.

  • Raf
    dic 22, 2014 @ 22:17 pm

    A quanto letto nell’articolo la deliquenza del mondo si ispira a GTA, argomento trito e ritrito, ricordo ai tempi di Vice City stesse identiche parole
    ” commenti di due ragazzini che godevano e ridevano e si compiacevano di avere ucciso una prostituta e di averle anche rubato i soldi che aveva appena guadagnato con una prestazione sessuale”. Quella volta fu Costanzo (che, oltretutto reputo una persona molto intelligente) a scagliarsi su questo titolo citando le stessa storia della prostituta, chiamando i “soldi” “punti” alla super mario bros insomma per essere attuali(negli anni 80).
    La storia si ripete, al posto di stare a scrivere articoli del genere crescete, crescete come genitori e conoscete meglio ciò che date ai vostri figli (anche se a leggere un numero non ci vuol molto).
    Ed ancora cito: “i ragazzi possono scaricarlo da internet, quindi completamente al di fuori del controllo dei genitori” da queste righe si evince che il genitore è un “rincretinito” davanti ad un monitor , il bimbo poi può far tutto senza controllo, ma qui di chi è la colpa? se non so cos’è un computer è colpa di mio figlio di 10 anni che ne sa più di me?.
    Educate i figli all’uso di questi mezzi già da prima, imparando il necessario prima voi.
    Volevo lasciare questo commento sulla pagina dell’ articolo ma è “moderato”…evviva la libertà di parola….

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